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La prima figlia della provetta

brown_louiseLa cultura riproduttiva fa riferimento anche ad una serie di termini di origine scientifica la cui conoscenza non può essere data per scontata. Acronimi di tecniche di procreazione come GIFT, FIVET o ICSI o termini molto più comuni come embrione, gamete, nuclo o staminale, possono incontrare il lettore distratto di un articolo di giornale, così come possono diventare pane quotidiano per una coppia in trattamento presso un centro di procreazione medicalmente assistita.

Può essere utile un riferimento minimo e vi giriamo quindi il link ad un semplice glossario preparato dalla giornalista Cristina Nadotti del gruppo editoriale L’Espresso.

Una grande parte delle discussioni intorno alla procreazione assistita, ad esempio (e quindi uno dei termini che è più facile sentir pronunciare) è sicuramente quello di Fecondazione in Vitro. Tra le varie tecniche a disposizione attualmente è la più diffusa (viene utilizzata in circa 6 centri su 10). La fecondazione avviene in una provetta, nella quale gli spermatozoi vengono a contatto con l’ovocita.

Il primo essere umano nato con questa tecnica ha ormai quasi 31 anni. Louise Brown infatti, questo è il suo nome, nasceva il 25 luglio del 1978, ad Oldham nell’Inghilterra centrale. La procedura era ancora sperimentale, i futuri genitori di Lousie cercavano senza successo ormai da 9 anni di avere un figlio e non sapevano che nessuno era mai riuscito ad avere un bambino attraverso questo metodo. I coniugi Brown hanno ripetuto l’impresa con la nascita della loro seconda figlia, Natalie che detiene un altro primato: nel 1999 è stata la prima donna concepita in vitro a dare alla luce a sua volta un bambino.

La cultura riproduttiva si compone quindi non solo di termini, ma anche di un immaginario. I grandi eventi come questo contribuiscono alla sua evoluzione.
[L.G.]

link al glossario


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.