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La saggezza dei ragazzini

Martedì scorso abbiamo realizzato il primo dei tre focus programmati con gli studenti delle scuole secondarie, superiori. 9 ragazzi di una classe quarta di un liceo scientifico dell’Italia centrale, 6 ragazze e 3 ragazzi alla soglia della maggiore età, qualcuno con i 18 anni già compiuti.
L’obiettivo era di ascoltare dalla loro voce cosa pensano i ragazzi come loro della salute riproduttiva, se questo tema minimamente attraversa le loro esistenze e in che modo, per quali strane traiettorie. Perchè partivamo già con la consapevolezza che si trattasse di un tema molto distante dalle loro vite quotidiane, ovviamente. E’ normale che sia così.
Ma ci siamo stupiti, molto piacevolmente, della maturità di questi ragazzi. Maturità, sì, non trovo parola migliore, anche se suona un po’ scolastica. Nel raccontare il proprio futuro hanno mostrato una chiarezza di visione che non penso si possa dare per scontata. I figli nel loro futuro ci sono, soprattutto per le ragazze, e non in futuro generico, ma subito dopo la conclusione degli studi universitari. Il problema è semmai il lavoro, e una sicurezza economica che diventa condizione per la concretizzazione di un progetto di vita.
L’infertilità compare nei racconti di questi ragazzi come esperienza raccontata da altri (alcune storie di amici dei genitori o parenti, ad esempio), ma comunque molto distante da sè. Non per superficialià, ma per fiducia nella benevolenza della vita, nella forza della propria giovinezza e salute. Perché dovrebbe capitare proprio a me? Infatti, mi viene da pensare, non mi pare che gli adulti si comportino in modo molto diverso da loro, in relazione alla fertilità o alla salute in generale.
L’infertilità compare infine nelle leggende metropolitane, che ci siamo fatti raccontare, anche per renderci utili: sulla veridicità di queste voci – ma si diventa sterili a ….? si diventa fertili se….? – interrogheremo i nostri esperti medici, così almeno da fare un po’ di informazione in un campo assai confuso.
L’infertilità compare infine nelle vite di questi ragazzi, maschi e femmine, attraverso le narrazioni dei media, ma anche in questo caso i ragazzi e le ragazze se ne sono accorti/e perchè con pazienza li abbiamo aiutati a ricordare di avere visto, di avere sentito – nelle fiction, anche in alcuni cartoni – storie di infertilità, drammatiche o ilari.
Così, senza sapere, questi ragazzi ci hanno aiutato a proseguire nel nostro percorso, in una sfida difficile ma non impossibile.
Grazie quindi a G., G., B., C., M., A., A., M., G., e alla loro insegnante, con cui continueremo a lavorare.

Martedì scorso abbiamo realizzato il primo dei tre focus programmati con gli studenti delle scuole secondarie, superiori. 9 ragazzi di una classe quarta di un liceo scientifico dell’Italia centrale, 6 ragazze e 3 ragazzi alla soglia della maggiore età, qualcuno con i 18 anni già compiuti.
L’obiettivo era di ascoltare dalla loro voce cosa pensano i ragazzi come loro della salute riproduttiva, se questo tema minimamente attraversa le loro esistenze e in che modo, per quali strane traiettorie. Perchè partivamo già con la consapevolezza che si trattasse di un tema molto distante dalle loro vite quotidiane, ovviamente. E’ normale che sia così.
Ma ci siamo stupiti, molto piacevolmente, della maturità di questi ragazzi. Maturità, sì, non trovo parola migliore, anche se suona un po’ scolastica. Nel raccontare il proprio futuro hanno mostrato una chiarezza di visione che non penso si possa dare per scontata. I figli nel loro futuro ci sono, soprattutto per le ragazze, e non in futuro generico, ma subito dopo la conclusione degli studi universitari. Il problema è semmai il lavoro, e una sicurezza economica che diventa condizione per la concretizzazione di un progetto di vita.
L’infertilità compare nei racconti di questi ragazzi come esperienza raccontata da altri (alcune storie di amici dei genitori o parenti, ad esempio), ma comunque molto distante da sè. Non per superficialià, ma per fiducia nella benevolenza della vita, nella forza della propria giovinezza e salute. Perché dovrebbe capitare proprio a me? Infatti, mi viene da pensare, non mi pare che gli adulti si comportino in modo molto diverso da loro, in relazione alla fertilità o alla salute in generale.
L’infertilità compare infine nelle leggende metropolitane, che ci siamo fatti raccontare, anche per renderci utili: sulla veridicità di queste voci – ma si diventa sterili a ….? si diventa fertili se….? – interrogheremo i nostri esperti medici, così almeno da fare un po’ di informazione in un campo assai confuso.
L’infertilità compare infine nelle vite di questi ragazzi, maschi e femmine, attraverso le narrazioni dei media, ma anche in questo caso i ragazzi e le ragazze se ne sono accorti/e perchè con pazienza li abbiamo aiutati a ricordare di avere visto, di avere sentito – nelle fiction, anche in alcuni cartoni – storie di infertilità, drammatiche o ilari.
Così, senza sapere, questi ragazzi ci hanno aiutato a proseguire nel nostro percorso, in una sfida difficile ma non impossibile.
Grazie quindi a G., G., B., C., M., A., A., M., G., e alla loro insegnante, con cui continueremo a lavorare.


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.