Archive for the 'Storie di vita' Category

Ricerca sui vissuti: ringraziamenti

Prima dell’estate abbiamo concluso la fase della ricerca dedicata ai vissuti di infertilità.

Cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno permesso che questo percorso di ascolto e di conoscenza si compisse.

Ringraziamo in ordine di comparsa temporale sul nostro cammino il prof. Giuseppe de Placido, la dr.ssa Marsia Fausto e il Dr. Alviggi del Centro di Sterilità del Policlinico di Napoli, il Prof. Augusto Giuseppe Ferrari, la dr.ssa Lucia de Santis e il dr. Enrico Papaleo del Centro di Scienze della Natalità del San Raffaele di Milano, la dr.ssa Monica Cattoli di Tecnobios Bologna e le infermiere Stefania e Loredana attive presso la struttura sanitaria di Abano Terme. A Marsia e Lucia un grazie speciale per il notevole supporto organizzativo, tenace e partecipato, senza il quale i due focus di Napoli e Milano non sarebbero stati possibili.

Ringraziamo le donne e gli uomini che ci hanno raccontato la loro esperienza, e ci hanno fatto capire meglio la realtà vissuta dell’infertilità: Angela, Patrizia, Lucio, Sergio, Patrizia, Maria Rosaria, Simone, Roberta, Fabio, Elisabetta, Patricia, Rocco e i 28 pazienti del centro di Abano che hanno risposto ai questionari in forma anonima.

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Infertility Film Festival

Uno dei temi emersi dai focus di Napoli e Milano trova riscontro raramente negli articoli di giornale che trattano il tema dell’infertilità. Questo tema tocca direttamente i vissuti delle coppie e riguarda la soglia che separa le persone con le quali ci si può confidare e quelle che è meglio tenere all’oscuro del problema.

Questa soglia cambia chiaramente da coppia a coppia. Come abbiamo già visto i blog possono aggirare questa specie di muro nella comunicazione e permettere di alleviare in qualche modo una condizione esistenziale che può essere tragica. Non ho trovato casi italiani di blog sullo stile di Infertility Chronilcles però e credo anzi si tratti di un fenomeno prevalentemente statunitense.

Per cui non mi sorprendo che provenga sempre dagli Stati Uniti un’iniziativa dal nostro punto di vista molto interessante che anche se celata nelle vesti del (mini) “festival cinematografico” ha lo scopo secondo me di stimolare chi vive il problema dell’infertilità in prima persona ad uscire fuori ed esprimersi.

E’ così che l’Infertility Film Festival è giunto alla sua IV edizione e lo scorso anno ha premiato questi due video:

Le due produzioni sono chiaramente e giustamente artigianali, anche se il secondo usa come sottofondo una canzone della celebre cantante scozzese KT Tunstall. Ma questo rimanda ancora alla biografia degli autori: Sarah Motes Ashley infatti ha unito in maniera (anche piuttosto simpatica) le sue aspirazioni di autrice musicale alla sua esperienza di donna alla ricerca di un figlio. Esperienza che ha avuto un’esito positivo un’anno dopo la pubblicazione del video. Sarah ha infatti partorito un bambino un paio di settimane fa.

Al particolarissimo blog di JJ (autori del secondo video vincitore) voglio dedicare invece un post a parte. Intanto andate a dargli un’occhiata.
[L.G.]

Infertility chronicles

logo-blogTeri è una blogger della Pennsylvania, negli Stati Uniti. Una blogger molto speciale dal nostro punto di vista perché dal settembre del 2006 racconta la sua esperienza di donna alla ricerca di un figlio.

Se non avete mai pensato di avere un bambino, se un figlio è arrivato inaspettato o se avete programmato il momento esatto in cui diventare genitori e tutto è andato come previsto, in ogni caso dovreste leggere le pagine di questo diario di viaggio, perché vi apre ad un’esperienza di vita che molto raramente viene raccontata.

Non riuscire ad avere un bambino può diventare il centro dell’esistenza, una vera e propria ossessione.
Scrive Teri nel suo primo post un mercoledì di settembre:

So I’m really starting this blog just for myself – for my feelings and to vent about my frustrations about everything going on in my life. I’m so confused about everything. I never ever pictured my life being this way if I had tried to look ahead five years ago…I thought I would either be teaching in my own classroom or home happily raising a family…now I am doing neither and it makes me feel like my life has no purpose or meaning. I am trying to cling to God through all of this, but it gets increasingly harder the further and further we get into all of this infertility stuff. I wouldn’t mind not having a job so much if I could just get pregnant…my life would finally feel like it had some purpose.

Un blog può essere avviato come luogo dove sfogarsi, o mettere in fila i pensieri e le cose (in pubblico). Può prendere poi la sua strada, in qualche modo e diventare un modo per tracciare la propria esperienza, segnare un sentiero nell’incertezza. Il blog di Teri dopo poco più di 2 anni è diventato lentamente anche altro: per cui la vedrete pubblicare poesie, raccontare di amiche che ce l’hanno fatta, parlare della sua relazione con Dio, o di cucina… e in definitiva, cercare di rimanere connessa.
[L.G.]

Link al blog: http://pennstateprincess.blogspot.com/

Focus sui vissuti a Napoli

Al fine di strutturare un intervento rivolto alla popolazione giovanile per accrescere la consapevolezza sul tema della fertilità/infertilità, che è poi uno degli obiettivi principali della ricerca, ci siamo recati a Napoli per il primo dei focus group che vedranno la partecipazione di persone toccate direttamente dal problema.

Qual è la sensibilità della popolazione in generale, dei media, del mondo “vicino” dei loro familiari e amici, rispetto al problema dell’infertilità? A Napoli abbiamo cercato di reccogliere le opinioni di alcuni dei pazienti del Centro di Sterilità del Policlinico, e infine cercare di capire quali modalità ritenessero più opportune per sensibilizzare soprattutto i giovani ai problemi di prevenzione della salute riproduttiva, a partire dalla loro esperienza vissuta.

Siamo stati colpiti dalla voglia e dal bisogno di raccontare e discutere delle persone che abbiamo incontrato. Il focus era stato preparato per sondare quello che i pazienti pensavano della percezione del problema al loro esterno, evitando quindi di entrare troppo nel privato. Nonostante questo, sono stati gli intervistati stessi a tornare spesso ugualmente sui loro vissuti. Segno che il bisogno di raccontare e condividere questa condizione è molto forte e che probabilmente non esistono canali adeguati per esprimerla. Il loro ambiente, oltre che insensibile alla questione, risulta in ritardo anche nel tematizzarla come problema.

Se uno dei pochi e primi luoghi dove poter condividere una questione talmente delicata è di solito la sala d’aspetto delle cliniche (come spiega bene il prof. Giuseppe De Placido nell’intervista che potete trovare nella sezione Materiali e a questo link) il focus si è rivelato essere un’occasione per poterne parlare in maniera strutturata.

Per noi è stata sicuramente un’esperienza molto toccante e ci siamo sentiti un po’ in imbarazzo quando, nel ringraziarli per la disponibilità, ci siamo sentiti rispondere che erano loro che volevano piuttosto ringraziare noi per aver creato un opportunità di discussione che sperano di poter ripetere presto.

Torneremo presto sui contenuti emersi.
[L.G.]


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.