Archive for the 'Statistiche' Category

Yes, Baby! Il concorso

Lanciamo il bando del concorso Yes, Baby!, rivolto ai giovani di età compresa tra i 17 e i 22 anni per chiedere loro come comunicare l’importanza della salute riproduttiva e della sua tutela ai loro coetanei.

Il concorso chiede la progettazione e produzione di un prodotto audiovisivo che sensibilizzi e informi i giovani sull’importanza di prendersi cura della salute riproduttiva. Per maggiori dettagli rimandiamo al bando che è pubblicato in questa pagina del sito.

La scadenza per la presentazione dei prodotti in concorso è fissata per il 15 giugno 2010.

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Crossing borders

Se non è possibile parlare di specifiche culture riproduttive nazionali, la cultura riproduttiva sui generis deve essere declinata anche in funzione delle specifiche legislazioni in vigore nei rispettivi Stati.

Laddove il sistema scientifico genera inedite possibilità riproduttive, irritando le distinzioni tra lecito e illecito informate da etica, morale e religione, il legislatore pretende di fare ordine sulle modalità riproduttive dei corpi della comunità.

Attraversare un confine quindi, può rappresentare il libero accesso a tecniche di procreazione che nella terra d’origine sono vietate.

Torniamo quindi ad occuparci di statistiche, per riuscire a fotografare il fenomeno dell’infertilità da un altro punto di vista. Si tratta in particolare di uno studio effettuato su cliniche di 6 paesi europei, coordinato da Francoise Shenfield, dell’University College Hospital di Londra.

Si tratta del fenomeno dei ‘crossing borders’, chi cioè attraversa confini per poter ricorrere a tecniche di procreazione assistita vietate nel paese d’origine. La cifra stimata è di 20-25 mila trattamenti (ogni paziente può ricorrere a più di un trattamento). Il numero maggiore di pazienti individuati dalla studio è di origine italiana (31,8%). L’età media delle donne che si recano all’estero è maggiore nelle inglesi (il 63,5% ha più di 40 anni). Per quanto riguarda lo stato civile delle coppie, se gli italiani sono per l’82% sposati, per i francesi la percentuale non supera le 50 unità.

Dall’Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato alcune parti della legge 40, potrebbe verificarsi una diminuzione del fenomeno.
[L.G.]

Collegamenti:
Abstract presentato dalla dottoressa Shenfield al XXV meeting annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology
– Un approfondimento di Adele Sarno sulla situazione in Italia a seguito della sentenza della Corte Costituzionale

Statistiche per iniziare

World-Fertility-Patters-3Iniziamo quindi a sondare il tema della procreazione e dell’infertilità presentando alcuni dati statistici a riguardo. Se si vuole parlare di un fenomeno, infatti, è bene sempre cercare preliminarmente dei punti di riferimento validi che rendano conto della sua entità. Ci troveremo spesso a rispondere più o meno direttamente alla domanda “cos’è l’infertilità?”, che si tratti della semantica dei media, dei vissuti di coppie giovani o dell’opinione di medici e specialisti. In questo post per iniziare ci affidiamo alle statistiche del World Fertility Patterns, diagramma sviluppato dalla Divisione per la Popolazione del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite.

ll World Fertility Patterns presenta dati utili a valutare le variazioni nei tassi di fertilità in 195 paesi/aree con almeno 100 mila abitanti utilizzando due periodi di riferimento: il primo intorno alla prima metà degli anni ’70, il secondo tra il 2000 e il 2005 (dipendentemente dalla disponibilità dei dati demografici locali).

Stando al diagramma più recente (2007), negli ultimi decenni si è verificata a livello mondiale una riduzione considerevole dei tassi di fertilità, evidente soprattutto nei paesi in via di sviluppo: il numero di bambini nati cioè, è sceso da un valore di 4,5 a 2,6 per donna. I paesi più sviluppati nello specifico registrano livellli di fertilità ancora più bassi, da un massimo di 2 a un minimo di 1,2 bambini per donna. Inoltre il valore, almeno dalla prima metà degli anni ’70, non fa che diminuire costantemente di 0,2-0,4 punti ogni 10 anni. Prendendo invece come riferimento solo le statistiche del nostro Paese, si evince come in Italia la flessione negli ultimi trent’anni sia stata quasi del 46%.

Curiosità: il paese con il tasso di fertilità minore risulta essere Macao (Regione Amministrativa della Rep. Pop. Cinese) con 0,85 bambini per donna, mentre la Repubblica Democratica del Congo è il paese con il più alto tasso di fertilità: 7,3 bambini.
[L.G.]

Download:

pagina 1 (frontale)
pagina 2 (rovescio)
dati in excel
mappa fertilità mondiale


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.