Archivio per maggio 2010

il doppio no

Lunedì mattina a Radio 3 conduttori e ascoltatori di Tutta la città ne parla si sono chiesti se è vero che l’Italia non è un paese per mamme. Dall’ultimo rapporto di Save the children emerge una risposta poco consolante, visto che l’Italia risulta carente nei servizi di supporto alla maternità. Ma grave è soprattutto la difficoltà che devono affrontare le donne italiane che vogliano conciliare maternità e lavoro, gli ostacoli che devono superare per essere riconosciute socialmente contemporaneamente come madri e come lavoratrici. Ostacoli non solo strutturali (carenze di servizi, ad esempio, o di supporti economici) ma anche e soprattutto culturali. Ancora oggi, che sorpresa tremenda.

Quello che secondo le parole della sociologa Francesca Zajczyk è il doppio sì delle donne (sì alla maternità e sì al lavoro), mi pare che nell’Italia di oggi si profili piuttosto come un “doppio no”: particolaramente agghiaccianti sono alcuni commenti giunti alla stessa redazione della Città in cui le stesse donne affermano l’inconciliabilità di maternità e lavoro, condannando le madri che vogliono essere anche lavoratrici (o viceversa, come preferite). Il controllo sociale interiorizzato, insomma, che è la forma di repressione più tragica e radicale. Donne che mettono le donne “al loro posto”, insomma.

La puntata della Città di lunedì 24 maggio, che vi consigliamo di riascoltare qui in podcast, ci permette di tornare a un grande paradosso che attraversa e ferisce la società italiana: la retorica del valore della famiglia e della maternità che si scontra quotidianamente sia con scelte politiche sia con discorsi che con la valorizzazione della maternità e del ruolo delle donne non hanno niente a che fare.

Insomma no, non credo proprio che sia un paese per donne che vogliano essere mamme, e tanto meno per mamme lavoratrici.

(RB)


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.