Archivio per settembre 2009

Cultura riproduttiva alla Conferenza Esa di Lisbona

Nell’ambito delle attività di disseminazione scientifica dei risultati del progetto di ricerca Cultura riproduttiva, abbiamo proposto due paper in diverse sessioni della nona Conferenza internazionale dell’Esa, l’associazione europea di sociologia, che si è tenuta a Lisbona dal 2 al 5 settembre scorsi. Entrambe le proposte sono state accettate, trovate qui  le due presentazioni, una focalizzata sulla ricerca sui vissuti di infertilità, realizzata in collaborazione con i centri di Napoli, Milano ed Abano Terme e conclusa, la seconda focalizzata sulla costruzione della realtà dell’infertilità nei media italiani, in corso di avanzamento.

Paper 1 – Fertile minds in infertile bodies: social constraints, procreative wishes and life choices of infertile couples in Italy

Paper 2 – Media and reproductive health. How Italian media establish the social reality of infertility and its social meanings

Crossing borders

Se non è possibile parlare di specifiche culture riproduttive nazionali, la cultura riproduttiva sui generis deve essere declinata anche in funzione delle specifiche legislazioni in vigore nei rispettivi Stati.

Laddove il sistema scientifico genera inedite possibilità riproduttive, irritando le distinzioni tra lecito e illecito informate da etica, morale e religione, il legislatore pretende di fare ordine sulle modalità riproduttive dei corpi della comunità.

Attraversare un confine quindi, può rappresentare il libero accesso a tecniche di procreazione che nella terra d’origine sono vietate.

Torniamo quindi ad occuparci di statistiche, per riuscire a fotografare il fenomeno dell’infertilità da un altro punto di vista. Si tratta in particolare di uno studio effettuato su cliniche di 6 paesi europei, coordinato da Francoise Shenfield, dell’University College Hospital di Londra.

Si tratta del fenomeno dei ‘crossing borders’, chi cioè attraversa confini per poter ricorrere a tecniche di procreazione assistita vietate nel paese d’origine. La cifra stimata è di 20-25 mila trattamenti (ogni paziente può ricorrere a più di un trattamento). Il numero maggiore di pazienti individuati dalla studio è di origine italiana (31,8%). L’età media delle donne che si recano all’estero è maggiore nelle inglesi (il 63,5% ha più di 40 anni). Per quanto riguarda lo stato civile delle coppie, se gli italiani sono per l’82% sposati, per i francesi la percentuale non supera le 50 unità.

Dall’Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato alcune parti della legge 40, potrebbe verificarsi una diminuzione del fenomeno.
[L.G.]

Collegamenti:
Abstract presentato dalla dottoressa Shenfield al XXV meeting annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology
– Un approfondimento di Adele Sarno sulla situazione in Italia a seguito della sentenza della Corte Costituzionale


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.