Archivio per marzo 2009

Musica pop e infertilità

In che modo la musica riprende il tema dell’infertilità? Così, a memoria, non riuscivo a ricordare nessuna canzone che trattasse del problema. Sicuramente nessuna in italiano (ma posso sbagliarmi) ed è ovvio che in rete, dove ho cercato, è più facile trovare materiale in inglese. Ma nonostante la lingua inglese possa vantare probabilmente il più grande numero di produzioni musicali al mondo, questo problema – del quale iniziamo a capire quanto sia difficile parlare – sembra rientrare in un territorio tematico nel quale gli autori non intendono addentrarsi.

L’unica eccezione alla regola sembra essere per ora una cantante reagge jamaicana piuttosto popolare, tale Lady Saw che nel 2007 decide di pubblicare proprio come primo singolo del suo ultimo e 7° album, una traccia dal titolo: “No Less Than A Woman (Infertility).

Una ragazza sottolinea l’atteggiamento amorevole di una sua vicina verso il figlio. Ma la sua interlocutrice si meraviglia: “Ma non lo sai che non può avere bambini? Quello non è il suo figlio biologico!”. La sua faccia stranita sintetizza l’atteggiamento sociale verso il problema dell’infertilità e da il via alla narrazione del video che racconta la storia di una donna che vive la tragedia di un aborto spontaneo.

Marion Hall, in arte Lady Saw, è madre di tre bambini adottivi.
[L.G.]

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Infertility chronicles

logo-blogTeri è una blogger della Pennsylvania, negli Stati Uniti. Una blogger molto speciale dal nostro punto di vista perché dal settembre del 2006 racconta la sua esperienza di donna alla ricerca di un figlio.

Se non avete mai pensato di avere un bambino, se un figlio è arrivato inaspettato o se avete programmato il momento esatto in cui diventare genitori e tutto è andato come previsto, in ogni caso dovreste leggere le pagine di questo diario di viaggio, perché vi apre ad un’esperienza di vita che molto raramente viene raccontata.

Non riuscire ad avere un bambino può diventare il centro dell’esistenza, una vera e propria ossessione.
Scrive Teri nel suo primo post un mercoledì di settembre:

So I’m really starting this blog just for myself – for my feelings and to vent about my frustrations about everything going on in my life. I’m so confused about everything. I never ever pictured my life being this way if I had tried to look ahead five years ago…I thought I would either be teaching in my own classroom or home happily raising a family…now I am doing neither and it makes me feel like my life has no purpose or meaning. I am trying to cling to God through all of this, but it gets increasingly harder the further and further we get into all of this infertility stuff. I wouldn’t mind not having a job so much if I could just get pregnant…my life would finally feel like it had some purpose.

Un blog può essere avviato come luogo dove sfogarsi, o mettere in fila i pensieri e le cose (in pubblico). Può prendere poi la sua strada, in qualche modo e diventare un modo per tracciare la propria esperienza, segnare un sentiero nell’incertezza. Il blog di Teri dopo poco più di 2 anni è diventato lentamente anche altro: per cui la vedrete pubblicare poesie, raccontare di amiche che ce l’hanno fatta, parlare della sua relazione con Dio, o di cucina… e in definitiva, cercare di rimanere connessa.
[L.G.]

Link al blog: http://pennstateprincess.blogspot.com/


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.