Procreazione medicalmente assistita. Boom nei paesi arabi

logo mammeonlineVolgiamo la nostra attenzione ad una realtà altra dei problemi di infertilità, nello specifico quella dei paesi arabi dove, a fronte di una diminuzione media del 38% del tasso di fertilità negli ultimi 30 anni, si è verificato recentemente un boom dei centri di procreazione medicalmente assistita.

Seguiamo un articolo pubblicato sul sito mammeonline che segue le tracce di una recente indagine dell’Osservatorio sul Turismo Procreativo, che spiega bene come il quadro delle cause e soluzioni dell’infertilità possa essere di volta in volta ridisegnato da specifici motivi sociali e religiosi. Le stesse coppie infatti, prima ancora di essere coppie infertili, sono parte integranti di una struttura valoriale con le sue caratteristiche e idiosincrasie.

Se in Italia ad esempio una coppia infertile può pensare di seguire il percorso a volte tortuoso dell’adozione, nei paesi arabi questa pratica non è generalmente considerata come soluzione accettabile. D’altro canto, la pressione sociale influisce fortemente sulle scelte procreative, laddove le coppie “si sentono obbligate a fare di tutto per avere uno o possibilmente più figli, che sono ritenuti un’assicurazione sul futuro e una garanzia per la stabilità della famiglia”.

Da qui arriva il relativo successo dei centri di procreazione medicalmente assistita, permesso anche da una struttura religiosa relativamente aperta e accomodante nei confronti del progresso scientifico, con qualche distinzione però a seconda dello specifico orientamento: tra i sunniti infatti la fecondazione eterologa (l’ovulo o lo spermatozoo appartengono a un donatore estraneo alla coppia) è vista come pratica troppo vicina all’adulterio, mentre tra gli sciiti, tramite una forma di matrimonio temporaneo con la donna donatrice che duri il tempo necessario al prelievo degli ovociti utili alla fecondazione, questa pratica diventa percorribile.

La maggior parte dei centri appartiene al settore privato però, e soprattutto nei paesi paesi a reddito più basso il costo dei trattamenti per alcuni pazienti può diventare proibitivo.

Vi rimandiamo al lungo articolo per una fotografia accurata della situazione.

Volgiamo la nostra attenzione ad una realtà altra dei problemi di infertilità, nello specifico quella dei paesi arabi dove, a fronte di una diminuzione media del 38% del tasso di fertilità negli ultimi 30 anni, si è verificato recentemente un boom dei centri di procreazione medicalmente assistita.

Seguiamo un articolo pubblicato sul sito mammeonline che segue le tracce di una recente indagine dell’Osservatorio sul Turismo Procreativo, che spiega bene come il quadro delle cause e soluzioni dell’infertilità possa essere di volta in volta ridisegnato da specifici motivi sociali e religiosi. Le stesse coppie infatti, prima ancora di essere coppie infertili, sono parte integranti di una struttura valoriale con le sue caratteristiche e idiosincrasie.

Se in Italia ad esempio una coppia infertile può pensare di seguire il percorso a volte tortuoso dell’adozione, nei paesi arabi questa pratica non è generalmente considerata come soluzione accettabile. D’altro canto, la pressione sociale influisce fortemente sulle scelte procreative, laddove le coppie “si sentono obbligate a fare di tutto per avere uno o possibilmente più figli, che sono ritenuti un’assicurazione sul futuro e una garanzia per la stabilità della famiglia”.

Da qui arriva il relativo successo dei centri di procreazione medicalmente assistita, permesso anche da una struttura religiosa relativamente aperta e accomodante nei confronti del progresso scientifico, con qualche distinzione però a seconda dello specifico orientamento: tra i sunniti infatti la fecondazione eterologa (l’ovulo o lo spermatozoo appartengono a un donatore estraneo alla coppia) è vista come pratica troppo vicina all’adulterio, mentre tra gli sciiti, tramite una forma di matrimonio temporaneo con la donna donatrice che duri il tempo necessario al prelievo degli ovociti utili alla fecondazione, questa pratica diventa percorribile.

La maggior parte dei centri appartiene al settore privato però, e soprattutto nei paesi paesi a reddito più basso il costo dei trattamenti per alcuni pazienti può diventare proibitivo.

Vi rimandiamo al lungo articolo per una fotografia accurata della situazione.

[L.G.]

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1 Response to “Procreazione medicalmente assistita. Boom nei paesi arabi”



  1. 1 India. Il boom della maternità con utero in affitto « Cultura Riproduttiva Trackback su 20 giugno 2009 alle 12:36

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Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.

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