Archivio per febbraio 2009

Strategie per la sensibilizzazione

Continuiamo il percorso delle nostra ricerca sugli aspetti culturali e simbolici della procreazione e dell’infertilità, riportandovi le testimonianze di alcuni dei responsabili delle associazioni e delle comunità online che lavorano sul tema dell’infertilità.

Quali possono essere le strategie più efficaci per sensibilizzare le giovani generazioni alla protezione della loro fertilità?

Lo abbiamo chiesto, insieme ad altre cose, a Donatella Caione, della community in rete Mammeonline che raccoglie circa 32.000 utenti registrati (non solo con problemi d’infertilità) e a Rossella Bartolucci, dell’associazione Sos Infertilità che ci riporta l’esperienza del loro Numero Verde sull’Infertilità.
[L.G.]

Download:
intervista Donatella Caione (Mammeonline)
intervista Rossella Bartolucci (Sos Infertilità)

[le interviste e i documenti già postati, sono disponibili nella sezione Materiali]

India. Il boom della maternità con utero in affitto

amd_surrogate-coupleContinuiamo il percorso che nel post precedente ci ha portato verso una diversa declinazione del concetto di cultura riproduttiva. Anche in India infatti, come nei paesi arabi, le tecniche di procreazione medicalmente assistita entrano in relazione con una specifica realtà culturale ed economica. Qui l’impiego di una nuova tecnica scientifica crea possibilità di intervento che entrano in conlitto con determinati precetti morali, mettendo in discussione la possibilità dell’una o la validità degli altri.

Il sistema dell’utero in affitto, che prevede l’impianto dell’embrione nell’utero di una donna esterna alla coppia è vietato in molti paesi e solleva rilevanti problemi etici (il corpo della donna visto come mero strumento, questioni inerenti la relazione tra la madre che porta la gravidanza e il bambino ecc…). D’altro canto in paesi come l’India, dove la pratica è permessa, sembra poter diventare mezzo di riscatto dalla povertà per molte donne e può concedere la possibilità di avere un figlio a coppie con problemi d’infertilità. In India appunto, il numero dei casi di maternità di questo tipo è cresciuto rapidamente negli ultimi anni. La domanda è crescente e soprattutto quando proviene dall’estero è supportata da almeno due fattori, innanzitutto i costi relativamente contenuti: tutta l’operazione costa intorno ai 25 mila dollari, la madre riceve un compenso di 3 mila dollari (che corrispondono a 10 anni di un normale stipendio in India), il resto è dovuto alle spese spese mediche e al soggiorno (si spende almeno 3 volte tanto se ci si rivolge ad un centro di procreazione medicalmente assistita statunitenese). Il secondo motivo determinante è che le donne indiane sono preferite perché più difficilmente implicate con problemi relativi all’utilizzo di droghe, fumo e alcool.

Anand, nello stato del Gujarat è considerata la capitale mondiale degli uteri in affitto. Solo nel 2007, in questa città indiana 100 coppie hanno avuto un bambino tramite madre surrogata.
[L.G.]

Fonte:
Pianeta Dimenticato, radio 1

Censis. Il desiderio di diventare genitori

Mercoledì prossimo 11 febbraio, a Roma presso la Sala delle Colonne del Palazzo Marini (via Poli 19) sarà presentata la ricerca “Il desiderio di diventare genitori. Problemi e speranze di chi combatte l’infertilità”.

Lo studio, effettutato sulla condizione di 600 coppie in trattamento con tecniche di procreazione medicalmente assistita, è stato realizzato dalla Fondazione Censis in collaborazione con la Fondazione Cesare Serono e cerca di gettare una luce sui loro vissuti, sulle aspettative e sulle difficoltà che hanno incontrato nel loro percorso di cura.

La ricerca sarà presentata da Concetta Vaccaro, responsabile del settore Welfare del Censis.
L’inizio della presentazione è previsto per le 10:30.
[L.G.]

Download:
scarica il report della ricerca (disponbile dall’11 febbraio)

Procreazione medicalmente assistita. Boom nei paesi arabi

logo mammeonlineVolgiamo la nostra attenzione ad una realtà altra dei problemi di infertilità, nello specifico quella dei paesi arabi dove, a fronte di una diminuzione media del 38% del tasso di fertilità negli ultimi 30 anni, si è verificato recentemente un boom dei centri di procreazione medicalmente assistita.

Seguiamo un articolo pubblicato sul sito mammeonline che segue le tracce di una recente indagine dell’Osservatorio sul Turismo Procreativo, che spiega bene come il quadro delle cause e soluzioni dell’infertilità possa essere di volta in volta ridisegnato da specifici motivi sociali e religiosi. Le stesse coppie infatti, prima ancora di essere coppie infertili, sono parte integranti di una struttura valoriale con le sue caratteristiche e idiosincrasie.

Se in Italia ad esempio una coppia infertile può pensare di seguire il percorso a volte tortuoso dell’adozione, nei paesi arabi questa pratica non è generalmente considerata come soluzione accettabile. D’altro canto, la pressione sociale influisce fortemente sulle scelte procreative, laddove le coppie “si sentono obbligate a fare di tutto per avere uno o possibilmente più figli, che sono ritenuti un’assicurazione sul futuro e una garanzia per la stabilità della famiglia”.

Da qui arriva il relativo successo dei centri di procreazione medicalmente assistita, permesso anche da una struttura religiosa relativamente aperta e accomodante nei confronti del progresso scientifico, con qualche distinzione però a seconda dello specifico orientamento: tra i sunniti infatti la fecondazione eterologa (l’ovulo o lo spermatozoo appartengono a un donatore estraneo alla coppia) è vista come pratica troppo vicina all’adulterio, mentre tra gli sciiti, tramite una forma di matrimonio temporaneo con la donna donatrice che duri il tempo necessario al prelievo degli ovociti utili alla fecondazione, questa pratica diventa percorribile.

La maggior parte dei centri appartiene al settore privato però, e soprattutto nei paesi paesi a reddito più basso il costo dei trattamenti per alcuni pazienti può diventare proibitivo.

Vi rimandiamo al lungo articolo per una fotografia accurata della situazione.

Volgiamo la nostra attenzione ad una realtà altra dei problemi di infertilità, nello specifico quella dei paesi arabi dove, a fronte di una diminuzione media del 38% del tasso di fertilità negli ultimi 30 anni, si è verificato recentemente un boom dei centri di procreazione medicalmente assistita.

Seguiamo un articolo pubblicato sul sito mammeonline che segue le tracce di una recente indagine dell’Osservatorio sul Turismo Procreativo, che spiega bene come il quadro delle cause e soluzioni dell’infertilità possa essere di volta in volta ridisegnato da specifici motivi sociali e religiosi. Le stesse coppie infatti, prima ancora di essere coppie infertili, sono parte integranti di una struttura valoriale con le sue caratteristiche e idiosincrasie.

Se in Italia ad esempio una coppia infertile può pensare di seguire il percorso a volte tortuoso dell’adozione, nei paesi arabi questa pratica non è generalmente considerata come soluzione accettabile. D’altro canto, la pressione sociale influisce fortemente sulle scelte procreative, laddove le coppie “si sentono obbligate a fare di tutto per avere uno o possibilmente più figli, che sono ritenuti un’assicurazione sul futuro e una garanzia per la stabilità della famiglia”.

Da qui arriva il relativo successo dei centri di procreazione medicalmente assistita, permesso anche da una struttura religiosa relativamente aperta e accomodante nei confronti del progresso scientifico, con qualche distinzione però a seconda dello specifico orientamento: tra i sunniti infatti la fecondazione eterologa (l’ovulo o lo spermatozoo appartengono a un donatore estraneo alla coppia) è vista come pratica troppo vicina all’adulterio, mentre tra gli sciiti, tramite una forma di matrimonio temporaneo con la donna donatrice che duri il tempo necessario al prelievo degli ovociti utili alla fecondazione, questa pratica diventa percorribile.

La maggior parte dei centri appartiene al settore privato però, e soprattutto nei paesi paesi a reddito più basso il costo dei trattamenti per alcuni pazienti può diventare proibitivo.

Vi rimandiamo al lungo articolo per una fotografia accurata della situazione.

[L.G.]


Cultura riproduttiva è il sito del progetto di ricerca "Creare e comunicare cultura riproduttiva: azioni informative e preventive dell’infertilità della popolazione giovanile italiana" del LaRiCA dell'Università di Urbino Carlo Bo e sostenuto da un finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità.